Le Contrade

Ecco qualche informazione sulle contrade di Piana, in ordine alfabetico. I testi e le foto riportate di seguito sono stati presi (riveduti e scorretti), per gentile concessione dell’autore, dal libro “Piana, il mio paese, la mia gente” di Gianpietro Zanatta.

  1. Barbarana
  2. Bartolomei
  3. Battistini
  4. Boscati
  5. Brentani
  6. Brentani di Sopra
  7. Campanari
  8. Capi
  9. Cengi
  10. Cignato
  11. Colombara
  12. Coste
  13. Della Chiesa
  14. Del Maso
  15. Fossa
  16. Gabrieli
  17. Gavazzolo
  18. Grigolati
  19. Lattei
  20. Lazzareo
  21. Le Tezze
  22. Lin
  23. Lovati
  24. Marcantoni
  25. Martini
  26. Mastini
  27. Mattiazzi
  28. Molino D’Agno
  29. Molino di Predelle
  30. Nogara
  31. Nogara di Sopra
  32. Palazzina
  33. Peretti
  34. Piana di Sopra
  35. Piana di Sotto
  36. Ponte Garzaro
  37. Predelle
  38. Soldà
  39. Soldatei
  40. Spermani
  41. Tesa di Piana
  42. Tomasoni
  43. Tovo
  44. Zarantonelli
  45. Zordani

Barbarana

Barbarana La contrada Barbarana è collocata a 280 metri sul livello del mare e a nord rispetto alla chiesa. La si incontra lungo l’antica via che salendo dal basso, in corrispondenza dell’attuale zona industriale, collegava, una dopo l’altra, le contrade Coste, Barbarana, Zordani, Mastini e Soldà. Posizionata in alto e ottimamente esposta in direzione sud, gode di vantaggiose condizioni favorevoli così come i terreni che la circondano, nonostante declinino lievemente verso il basso in direzione della Val Tambarella.

Inoltre, nella parte est, esistono delle ampie zone pianeggianti affiancate alle abitazioni. Non ci sono corsi d’acqua che accostano la contrada, ma esisteva in passato una piccola sorgente vicino alla parte bassa, che permetteva agli abitanti di attingere acqua per i bisogni alimentari e igienici. Attualmente la contrada è cresciuta molto e a quanto sembra è destinata a crescere ancora, sospinta dal progresso e dal cambiamento che ha investito Piana negli ultimi anni.

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Bartolomei

Bartolomei Casa Postina La contrada Bartolomei si trova a 339 metri sul livello del mare e per la posizione che occupa, si evince che potrebbe essere uno degli insediamenti più antichi di Piana. Le primitive abitazioni, infatti, sono sorte su una superficie piana, bene esposta ai raggi solari, rivolta a sud-est, dove il sole sorge nel periodo invernale, quando le giornate sono più brevi.

Così pure il versante verso Muzzolon è particolarmente proficuo dal punto di vista agricolofontana bartolomei perché attraversato dai torrenti della Val Tambarella e della Val Grossa, che contrariamente ad oggi, cinque o sei secoli fa, garantivano un flusso d’acqua con maggior consistenza.

Un tempo la contrada era formata dall’insieme di edifici situati all’interno della Via Bartolomei, quella che al giorno d’oggi gira intorno a quello che tutti noi chiamiamo il “Paese di Piana”.

Bartolomei Parte VecchiaUna volta era poco più di un pugno di case e oggi è difficile capire la struttura antica dei Bartolomei, in quanto l’evoluzione che l’ha fatta crescere e progredire ha cancellato il suo vero volto antico.

Attualmente questo luogo è dotato di tutti i servizi di cui normalmente dispone ogni moderno centro urbano: chiesa, ufficio postale, scuola elementare e materna, impianti sportivi, aree verdi, locali pubblici, ecc, che giustificano la scelta fatta dai nostri avi di favorire lo sviluppo di quest’area rispetto ad altre.

La storia di questa contrada è strettamente legata alle famiglie che nell’arco di cinque secoli l’hanno abitata e che, alternandosi tra loro, hanno svolto in periodi diversi il ruolo di quella prevalente. Si tratta di quattro gruppi familiari tra i più antichi e alcuni tuttora molto diffusi sul nostro territorio: i Bartolomei, i Brun, i Piana e i Battistin.

Il toponimo Bartolomei trae la sua  origine dal nome proprio Bartolomeo, derivato dal nome aramaico “Barthalmay” = figlio (“bar“) di Tolmai (Tolomeo).

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Battistini

contrada BattistiniLa contrada Battistini, si trova a sud rispetto alla chiesa di Piana, ad un’altezza sul livello del mare di circa 578 metri.

Collocata in leggera pendenza, su un terreno inadatto all’agricoltura, gode indubbiamente di una buona esposizione e di conseguenza, dato il luogo, di un’ampia visuale sul rigoglioso paesaggio sottostante. A valle l’immancabile e onnipresente bosco, laddove l’elevata inclinazione è stata la causa del suo mancato svegramento. Alle sue spalle la zona delle Rive Lunghe, chiamata così per la caratteristica del suo terreno: in effetti i terrazzamenti, per l’appunto le rive, si estendono a semicerchio diventando lunghe se percorse interamente sulla loro curvatura. Più in basso a scendere, in direzione dei troviamo Zarantonelli, un’altra zona disboscata, posta però in leggera pendenza; un fatto questo che non ha precluso di potervi praticare delle attività agricole o di pascolo.  All’interno della contrada si trovano due forni, due fontane, due capitelli e un affresco di recente fattura. I capitelli sono rispettivamente dedicati alla Madonna di Monte Berico, ristrutturato dal Gruppo alpini di Piana nel 1992, il primo che s’incontra provenendo dai Zarantonelli, il secondo, in uscita verso la Colombara a S. Antonio da Padova eretto nel 1937.dettaglio corte dei Battistini Oggi ai Battistini abitano solamente 20 persone, all’interno di 6 nuclei familiari, composti in alcuni casi da un singolo elemento.  Molte abitazioni sono al giorno d’oggi abbandonate, non solo perché chi le abitava ha preferito migrare, ma sopratutto perché diverse di queste, oramai vecchie e cadenti, sono diventate col tempo inagibili.

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Boscati

boscati panoramicaBoscati è una delle contrade più antiche di Piana, così come tutte le altre vicine che formano un insieme con al centro Predelle. Collocata a un’altezza di 387 metri sul livello del mare, si allarga sopra un piccolo ripiano simile a un gradino di una scala, dove dal gradino più in basso a quello più in alto si posizionano rispettivamente le contrade Predelle, Boscati e infine Tovo. Se ci si porta dalle parti di Barbarana, lungo la via per i Zordani e si volge lo sguardo in direzione di Predelle, si prende atto dei diversi livelli sui quali sono poste le contrade, da dove con talune prospettive possono, al contrario, apparire confuse e unite tra loro in un’unica e singolare realtà. boscati dettaglioLa contrada Boscati è ancora largamente abitata, molti edifici infatti sono stati ammodernati e resi conformi alle esigenze attuali. Anche se scostata dal centro del paese, non è scomoda da raggiungere grazie alla presenza di una strada comunale ampia e decisamente scorrevole. All’interno della contrada esistono ancora le tracce di due forni e una fontana tuttora efficiente, oltre ad una piccola edicola con la Madonna risalente al 1996. Oggi ai Boscati risiedono all’incirca 25 persone.

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Brentani

Brentani vista contrada

La contrada dei Brentani è situata sul versante nord del Monte Formigoso, che per la sua ubicazione è la meno irradiata dell’intero circondario di Piana. In compenso però, dalla posizione in cui si trova, situata a 433 metri sul livello del mare, si ha una visione unica, non solo verso il paese e il fondovalle, ma soprattutto in direzione nord, verso le catene montuose che racchiudono l’orizzonte. Non a caso le immagini più belle delle piccole Dolomiti, riprodotte su cartoline illustrate, sono degli scatti eseguiti da lassù.

Il corso d’acqua più vicino, la Valle dei Ronchi o Valle dei Brentani, scorre a una distanza di circa 50 metri dalla contrada. La strada per arrivarci è sicuramente antica , in quanto, oltre a permettere il suo raggiungimento, proseguiva in direzione dei Brentani di Sopra, lungo un tragitto non più esistente.

La contrada dei Brentani ha uno sviluppo circolare, dove al suo interno trova posto la corte, un unico il suo contesto edilizio, soprattutto se lo si confronta con quello di altre contrade di Piana, con  le abitazioni “incastrate” una nell’altra.

La contrada, oggi in gran parte abbandonata, dispone ancora di una fontana efficiente, nonché di un forno all’interno della corte, dirimpetto alle case più antiche.      Sulla strada comunale, proveniente da Piana, è collocato un capitello dedicato alla Vergine del Rosario, eretto dagli abitanti nel 1943.  

Brentani CortileEsiste ancora quassù chi pratica l’antico e nobile mestiere del contadino, lo si avverte infatti osservando le tezze e i fienili ancora utilizzati.  Attualmente risiedono stabilmente ai Brentani dalle 5 alle 10 persone.

Il toponimo Brenta trae origine, secondo la versione più accreditata, dal ceppo germanico “Brint” (fontana) o “Brunnen” (scorrere dell’acqua); il diminutivo è Brentella. Non a caso troviamo disseminati lungo il corso di questo fiume gran parte di coloro il cui cognome corrisponde a Brentan e Brentani, a dimostrazione del fatto che le due cose sono inevitabilmente legate tra loro.

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Brentani di Sopra

 Questo piccolo nucleo rurale, che appare sulle mappe con il nome Brentani di Sopra, è in realtà comunemente conosciuto in paese come la contrada dei Mori. E’ una piccola contrada che si trova nelle vicinanze e poco sopra alla sua consorella, quella dei Brentani, dalla quale è derivato il suo nome: Brentani di Sopra.

Collocata a 505 metri sul livello del mare, si trova in una posizione che, per le sue qualità, non le ha permesso di allargarsi più di tanto lungo il corso dei secoli. I campi circostanti, infatti, essendo posti in pendenza, non agevolavano l’agricoltura. Tuttavia, lo svantaggio di trovarsi in posizione sfavorevole, lontana e isolata dal resto del paese, viene meno prendendo atto dell’incantevole visuale che si gode da lassù, ammirando il monte Marana e il paesaggio che si allarga sullo sfondo. Il corso d’acqua più vicino alla contrada è rappresentato dalla Valle dei Ronchi o dei Brentani che scorre lontano almeno cinquanta metri dalle case.

Attualmente la contrada è completamente disabitata, anche se alcune abitazioni ristrutturate sono saltuariamente frequentate dai proprietari per trascorrervi dei piacevoli e rilassanti fine settimana. Non mancano infine le strutture comuni come il forno e limmancabile fontana, dalla quale sgorga ancora ininterrottamente l’acqua.

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Gabrieli

immagine gabrieliI “Gabrieli” non sono propriamente una contrada, essendo composti da una sola abitazione. E’ collocata ad un’altezza di 390 mt. lungo la via che da Piana di Sopra conduce ai Brentani, in prossimità del secondo tornante che s’incontra salendo, dove la strada attraversa poco prima la valle dei Ronchi o dei Brentani. Al giorno d’oggi, essendo la parte antica composta da una casa con annessa stalla in via di restauro, non vi è nessuno che vi abita. Al di là delle ridotte dimensioni disponeva comunque di un proprio forno, che contribuiva ad una propria autonomia rispetto all’esterno.

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Del Lin

contrada del LinE’ un piccolissimo insediamento composto solamente da una casa, collocato poco sotto la contrada Spermani lungo l’antica via che collegava quest’ultima a Predelle. Da tempo disabitato, ha legato la sua storia alla famiglia Bicego, che oltre ad averlo fondato, l’ha abitato per più di un secolo, fino al giorno del suo abbandono. Al giorno d’oggi è difficilmente raggiungibile, non solo perché nascosto tra i boschi, ma per la via alquanto angusta che lo raggiunge. Davanti all’edificio principale, ristrutturato nella parte dietro, c’è ancora il forno e una piccola cascina adibita a deposito. Nelle vicinanze scorre un piccolo ruscello che confluisce più a valle nella Val Spazzavara. Salendo la via per la contrada Spermani, ridotta al giorno d’oggi ad un sentiero, lo si intravvede sulla destra nascosto tra i boschi e la sua visione improvvisa non manca di coinvolgere il viandante nell’atmosfera arcana che lo circonda.
L’intero ciclo vitale del luogo ha seguito pari passo, sia nell’ascesa che nel declino, quello dei Bicego che vi hanno abitato dalla fine del 1700. L’origine del toponimo Lin sembra derivare dai vicini “campi del lin”, chiamati in questo modo ancora al giorno d’oggi, dove, secondo il racconto di anziani si coltivava il lino per confezionare le lenzuola, i cosiddetti “nisui de canevo”.

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Martini

La contrada Martini era collocata a poca distanza dalla vicina Marcantoni . Si potrebbe definirla una contrada fantasma in quanto non più esistente oramai da mezzo secolo. Ciò che resta ancora visibile sul posto, sono dei muretti a secco che erano parte degli edifici originari. Le sue dimensioni erano alquanto limitate, era composta infatti dal 2/3 edifici collocati in due punti diversi ai lati della strada che attraversava l’abitato, la quale, formava un bivio proprio in quel punto. Nei pressi esiste ancora una fontana, la fonte idrica da cui attingevano gli abitanti finché la contrada era ancora esistente. La storia di questa contrada è stata scritta da una famiglia Battistin, proveniente da Quargnenta, che si suppone fosse originaria dalla contrada Battistini. Non si è in grado di stabilire, nel caso in cui fosse vero, quando si trasferì a Quargnenta, sta di fatto che esistono ancora numerose famiglie con il cognome Battistin in questa vicina parrocchia.

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Mastini

Sono certo che sentir parlare della contrada Mastini creerà sicuramente imbarazzo a qualcuno, giacché il nome con il quale è universalmente conosciuta in paese è contrada“Tognon”. La contrada Mastini è (era) uno dei più piccoli nuclei esistenti sul nostro territorio, nonostante le sue attuali dimensioni possano far credere il contrario. Situata a 340 metri sul livello del mare e a nord rispetto alla chiesa, è assestata sul punto più elevato di una piccola altura, dalla quale, sempre a nord, si ha una buona vista sul fondovalle. Alle sue spalle, a sud, si estendono in piano i terreni circostanti, che egregiamente irradiati, si prestavano sia al pascolo che alla coltura. Non ci sono corsi d’acqua vicino, la Val Tambarella scorre lontana e alquanto scomoda da raggiungere, un fatto che non ha mai penalizzato realmente i residenti, grazie alla presenza di due fontane che erogavano acqua in abbondanza.

Al giorno d’oggi è difficile riconoscere i contorni della vecchia contrada, per lo meno quelli del secolo scorso, giacché confusi se non cancellati, da una zona residenziale sorta da poco nei pressi. Anche le sue abitazioni, di recente restaurate, non aiutano a far luce sulla forma che aveva, essendo sparite sia la tezza che la stalla che occupavano buona parte dell’area.

La contrada, intesa come tale, non ha molta storia alle sue spalle, le sue origini risalgono infatti ai primi anni del 1900, al contrario invece dell’edificio preesistente, la Casa Mastini, che ha legato la sua storia a una famiglia illustre, i Mastini, un’antica e nobile famiglia di Valdagno che annoverava Simbolo Mastinitra le sue file, fin dal 1500, numerosi medici e uomini di scienza. Il cognome Mastini fa proprio riferimento ai cani, tanto è vero che, sull’ingresso della residenza Valdagnese di questa famiglia è posta una chiave di volta che raffigura un grosso cane, per l’appunto un cane mastino (foto a lato). Si tratta del palazzo dove si trova al giorno d’oggi la distilleria Carlotto.

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Mattiazzi

panorama mattiazziLa contrada Mattiazzi è situata sulla strada comunale che salendo dal basso collega Piana di Sopra alla contrada Marcantoni, ad un’altezza di 477 mt. ed in posizione sud rispetto alla chiesa di Piana. La sua conformazione, con le abitazioni che si sviluppano in linea, la mancanza di una corte e i servizi posti dal lato opposto alle abitazioni, ricalcano lo stesso schema della contrada Marcantoni, al punto da far sembrare queste due realtà una la coppia dell’altra. La zona verde ad uso agricolo, si apre a semicerchio in direzione sud ed est, supportata da ampi terrazzamenti disposti a scendere, mentre alle spalle del tutto s’innalza il bosco, lungo il proseguo della via che conduce ai Marcantoni. Esiste ancora qualcuno, in questa contrada, che non demorde e continua imperterrito a praticare l’antico e nobile mestiere del contadino.fontana mattiazzi Attualmente risiedono in contrada all’incirca 15 persone. Il toponimo deriva dal nome primo Matteo, dal quale Mattia e Mattio, con l’aggiunta del suffisso “azzo”. Mattio seguito da azzoè diventato quindi Mattiazzo, dal quale la contrada dei Mattiazzi. La contrada, fin dal principio è stata legata alla famiglia Piana che potremmo definire la famiglia madre del nostro paese. L’associazione tra la famiglia Piana e la contrada Mattiazzi compare la prima volta in occasione della morte, avvenuta il 20 gennaio 1729, di Antonio figlio di Baldissera Piana detto il Mattiazzo.

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Soldatei

soldateiSituata ad ovest rispetto alla chiesa, lungo la via per la contrada Zarantonelli, è posizionata sull’unico e ridotto spazio che permettesse di edificare in quel posto.
La sua altezza rispetto al livello del mare è pari a 408 metri e la presenza del Moto Boielo che parzialmente la copre, penalizza in termini di luce la posizione che occupa. Nelle vicinanze della contrada scorre la Vaiola, un ruscello con una modesta ma costante portata d’acqua. Va detto tuttavia che in zona ciò che manca non è certo l’acqua, vista la presenza di molte fonti alimentate dal sottosuolo. Oggi la contrada è ancora in gran parte abitata. Al suo interno si trova una fontana datata 1933, forse ricostruita su una preesistente, mentre il forno, di vecchia data, è stato di recente rimosso. Il toponimo Soldatei è sorto solamente in tempi recenti, in precedenza il nome della contrada era: Aureli e in alcuni casi Soldà di Sopra.fontana ai soldatei La famiglia che ha posato la prima pietra della contrada Soldatei è tra le più antiche della storia di Piana, i Soldà, fondatori tra l’altro dell’omonima contrada. Nel nostro caso specifico siamo in presenza di una ramificazione di questa famiglia, il cui capostipite era un certo Aurelio, dal quale ha preso il primo nome la contrada. Un nome comparso a Piana intorno alla metà del 1600 e diffusosi rapidamente tra i vari discendenti del capostipite.

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Spermani

contrada spermaniLa contrada fu fondata in tempi arcaici da tedeschi, infatti, il toponimo Sperman che approfondirò più avanti, non lascia dubbi in tal senso. Collocata ad un’altezza di 517 metri e a nord ovest rispetto alla chiesa di Piana, può sembrare appesa come un quadro a una parete o a mezz’aria tra cielo e terra, a seconda della posizione da cui la si guarda. Il territorio su cui si trova è appartato e per certi versi invisibile, una sorta di piccolo altipiano ad un livello intermedio fra Piana e Cerealto. Va elogiata la posizione dalla quale si ha una mirabile visione sul fondovalle e sulle piccole Dolomiti allineate a nord. Il corso d’acqua più vicino è la Val Boschetto, un rigagnolo che scorre a una cinquantina di metri dalle case, il quale confluisce più avanti nella Val Spazzavara. All’ingresso della contrada è posizionato un capitello tra i più antichi di Piana, all’interno del quale è dipinta una Crocifissione risalente al 1808. Sempre nelle vicinanze, uno a fianco all’altro, ci sono il forno e la fontana, gli edifici comuni che utilizzavano i residenti. Nella contrada Spermani risiedono al giorno d’oggi circa 10 persone.

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Tesa di Piana

tesa e tovoE’ una contrada tra le più piccole esistenti a Piana che si colloca a 300 metri sul livello del mare, sul versante ovest del piccolo colle chiamato sengieto, che la divide da Predelle. La sua posizione è simile a una persona riservata, la quale, per non farsi notare, si discosta dalla scena e rimane in disparte. La Tesa infatti è poco visibile e la si nota solamente transitando dalle parti del Prà del Monte, l’unico luogo che permette di vederla (per il resto rimane totalmente nascosta allo sguardo), ed è proprio questo che la rende unica nel suo genere.

Anche se non sembra è discretamente irradiata, soprattutto all’alba e fino alle prime ore del pomeriggio, dopo di che quando gira il sole, rimane in ombra per il resto del giorno. Questo diventa un vantaggio d’estate, essendo il posto tendenzialmente fresco piuttosto che il contrario. Al suo interno ci sono l’immancabile forno e la fontana, ambedue ben tenuti ed efficienti a testimoniare l’autosufficienza raggiunta in passato da questo piccolo nucleo.

Per arrivarci bisogna seguire la strada che inizia al centro della contrada Predelle che punta in alto aggirando completamente il sengieto. Alla fine della strada, oltre la quale si può proseguire solamente a piedi, ci si trova nella corte attorno alla quale si sviluppa la contrada. Poco prima, posizionato sulla destra, sorge un capitello dedicato a San Francesco d’Assisi eretto nel 1964. Francesco era il nome che ricorreva in passato tra i capifamiglia della contrada, dal quale il soprannome Checotti, da Checo diminutivo di Francesco.

mappa buso del copleNelle vicinanze della contrada si trova il Buso del Cople (in dialetto Buso del Cuple) una cavità naturale formatasi nel corso dei millenni che si trova vicino a un sentiero che scorre a pochi metri dall’ingresso. Koppele, dal quale per l’appunto il nostro Cople, è un termine di origine germanica che identificava un luogo dove anticamente si custodivano i cavalli. Vi sono diverse leggende sorte intorno a questo “buco” misterioso, la più suggestiva delle quali, racconta che il suo percorso termina al di sotto della chiesa di Cerealto.

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Zordani

Panorama ZordaniLa contrada Zordani è sicuramente tra le più antiche del nostro paese, così come l’omonima famiglia che l’ha abitata fin dal principio. Il toponimo Zordan è presente sul nostro territorio fin dalla nascita del comune di Piana e pertanto ancor prima del 1550.

L’abitato si trova poco lontano dal centro di Piana lungo la strada che porta alle Coste, a nord rispetto alla chiesa e a 333 metri d’altezza. Se alle spalle delle case i terreni si allargano su una superficie piana e agevole, ottima dal punto di vista agricolo, sul davanti vanno a declinare rapidamente fino agli argini della Val Tambarella che scorre in basso. La contrada, quindi, per chi sale, appare come un luogo elevato e in apparenza sospeso.

Se fino al secolo scorso la contrada Zordani era una realtà distinta e facilmente riconoscibile, al giorno d’oggi ha confuso i suoi contorni con le nuove abitazioni del quartiere sorto nelle vicinanze mostrando i suoi diversi volti, il primo nella parte nuova e al passo coi tempi, il secondo negli edifici disabitati, una sorta di villaggio fantasma che si nasconde tra le righe del progresso.

Nella contrada si contavano fino al secolo scorso: due fontane, due forni e due capitelli, quest’ultimi ancora esistenti e ben conservati. Il primo è dedicato alla Vergine e si trova appena fuori l’abitato, lungo la strada per il centro di Piana. Il secondo, restaurato di recente, è collocato al centro della contrada ed è dedicato a Santa Eurosia, la santa elevata dai contadini alla protezione dei raccolti, un piccolo gioiello che non merita affatto di passare inosservato.

Al giorno d’oggi risiedono ai Zordani numerose famiglie, molte delle quali formate da giovani coppie che hanno trovato casa nel nuovo quartiere.

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 … Seguirà la descrizione di ogni contrada, un po’ alla volta…